Wine Land

CLAUDIO MARIOTTO

Il riscatto di una terra che per decenni ha ceduto uve per i vini di Asti e Alba.

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Wine Land - CLAUDIO MARIOTTO

Un'azienda in espansione: centomila bottiglie all'anno da 32 ettari vitati, di cui 25 in produzione.
«Il Timorasso regala emozioni», dice Claudio Mariotto, «a patto di essere bravi a gestirlo in vigna: è il vitigno che ha dato notorietà al nostro territorio, che nessuno conosceva, nonostante le nostre grandi Barbere che finivano ad Alba e Asti sotto forma di uve e di vini sfusi».
Grazie al Timorasso, oggi le bottiglie dei Colli Tortonesi si trovano a New York, Tokyo e Hong Kong.
«Tutti noi produttori oggi abbiamo un'etichetta Derthona, che è sinonimo di Timorasso e in più “fa territorio”, così impariamo dai francesi un po' di sano marketing territoriale».
Negli anni '80, continua Mariotto, è finita – per fortuna – «la cultura del 15-15-15, cioè azoto, fosforo e potassio, con cui si “pompavano” le vigne, non solo le nostre ma ovunque, anche alla Morra, per spremere i vigneti verso la massima produzione, senza qualità». Erano i tempi in cui, a Tortona ma anche nelle Langhe, «era un figo quello che andava a lavorare in fabbrica, alla Ferrero, e uno sfigato quello a cui toccava rimanere in campagna».
Quindi la svolta, grazie a grandi produttori-pionieri di Langa: «Il loro esempio ha aiutato anche noi a trasformarci e investire nell'eccellenza».

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