Le Terre del Vino

CANAVESE, NELLA PASSITAIA DI SANTA CLELIA

Pubblico entusiasta, tra i grappoli di Erbaluce che daranno origine al Caluso Passito.

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Le Terre del Vino - SANTA CLELIA PASSITAIA

Far conoscere il Canavese attraverso iniziative come “Quattro passi in passitaia”: è la ricetta di Santa Clelia, azienda vinicola di Mazzè, che il 6 dicembre ha fatto il pieno di visitatori.
«Per far degustare il “Dus”, il nostro Passito di Erbaluce – racconta Gabriella Piras – abbiamo offerto formaggi erborinati, patè di fegato, i tipici canestrelli e anche il panettone, con zabaione fatto col Passito».
Enorme consenso: «Mi ha colpito la qualità altissima dei vini, in particolare il Passito e lo spumante, il “Rigore”, quattro anni sui lieviti», confessa Andrea Nardi: «Giornate come questa aiutano a capire il lavoro che c'è dietro un calice di vino».
Entusiasta Ivano Messinese: «Santa Clelia produce un Erbaluce strepitoso, grazie all'impegno di Gabriella e Sergio Dezzutto. Li conoscevamo già, e dopo cinque anni li abbiamo trovati ancora più giovani».
Felice della visita anche Elena Reitano: «Sono veneta, mi sono appena trasferita nel Canavese e dico grazie a Santa Clelia: visitare la loro cantina aiuta a capire meglio il territorio e le sue tradizioni, serve a sentirsi parte di questa terra».
Dal canto suo, Sergio Dezzutto annuncia l'avvio della conversione al biologico, maturata da tempo e ora guidata dall'agronomo Massimo Pinna: «Ci troviamo bene, siamo contenti».
L'Erbaluce come volano del Canavese, terra di castelli e vini, natura e cultura? «Abbiamo tutto, anche una grande enogastronomia, ma non siamo ancora un distretto turistico: contiamo però di diventarlo, noi produttori ci crediamo».

Santa Clelia, la Passitaia

Santa Clelia, la Passitaia