Le Terre del Vino

DOGLIANI

Sull’Alta Langa del Dolcetto, bagna caoda con i grandi vini di Stefano Mascarello.

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Le Terre del Vino - DOGLIANI

Dolcetto-scherzetto? No, meglio Dogliani e bagna caoda: “Haliowine”, manifestazione promossa dalla condotta Slow Food di Dogliani Carrù, è un ottimo pretesto per degustare i grandi Dogliani di Stefano Mascarello, prodotti a Clavesana nella meravigliosa location di Cascina Ciaramel, anche agriturismo.
Una produzione di nicchia, 25.000 bottiglie all'anno, che esalta la qualità: dal “Dogliani Selezione Cascina Ciaramel”, affinato in acciaio, al cavallo di battaglia dell'azienda, il “Dogliani Superiore Infernot”, che nasce da vigne vecchie di oltre trent'anni.
Un vino estremamente selezionato, solo 50 quintali per ettaro, quest'anno premiato con la Duja d'Or dalla Camera di Commercio di Asti. «E' veramente sbalorditiva la metamorfosi qualitativa del Dogliani», spiega Lorenzo Conterno, storico fiduciario della condotta doglianese di Slow Food. «Quello che era un vino quotidiano si è traformato in un'autentica eccellenza, anche perché la crisi ha ridotto consumi e vigneti e diversificato le produzioni».
Ma le colline del Dogliani, dove si affermano altre piccole aziende come quella di Lucia Campisi (LeViti) non producono solo vino: «Sta nascendo una nuova agricoltura di qualità, fatta di frutta, ortaggi e trasformazioni, affidata ad agricoltori giovani, molti dei quali vengono anche dalla città».
Lo conferma il menù di “Haliowine”, come spiega Marco Peirotti: «Salame cotto di Dogliani, pane di Dogliani, verdura di queste colline, e poi le paste di meliga di Mondovì, che sono un presidio Slow Food. Tutto, qui, parla di un territorio che ha moltissimo da offrire. Slow Food lo fa conoscere anche attraverso serate come questa, inserite nella rassegna “NutriMenti”: per far incontrare produttori e consumatori e non nutrire soltanto la pancia, ma anche la mente».

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