Le Terre del Vino

MONTALCINO

La patria del mitico Brunello, rimasta integra grazie al sindaco che non volle fabbriche.

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Le Terre del Vino - MONTALCINO

Carlo Macchi (WineSurf) introduce Fabrizio Bindocci, presidente del consorzio del mitico Brunello: nient'altro che Sangiovese in purezza, dopo i primi test realizzati da Biondi Santi.
Un territorio piccolo e di strepitosa bellezza, ambasciatore della qualità italiana in tutto il mondo. «Ancora oggi, Montalcino vive solo di agricoltura: non ci sono fabbriche», spiega Bindocci. «Dobbiamo dire grazie alla lungimiranza dell'allora sindaco Ilio Raffaelli che – negli anni '60, andando controcorrente – decise di non aprire il territorio all'industria. Scelta allora azzardatissima, opposta a quella degli altri Comuni italiani, ma profetica. E dire che Raffaelli aveva fatto la quinta elementare e faceva il boscaiolo. Ma aveva saputo vedere lontano».
Creato nel 1965 da appena 25 viticoltori, oggi il Brunello è coltivato da 260 produttori su 2.100 ettari vitati.
Niente crisi, ogni anno si vendono 8-9 milioni di bottiglie di Brunello in tutto il mondo (più 4-5 milioni di Rosso di Montalcino), grazie anche alla decisione di ridurre ulteriormente le rese per ettaro (8.000 chili).
Sempre attesissimi gli eventi come “Benvenuto Brunello”, l'anteprima di febbraio ora proposta anche negli Usa, tra New York, Los Angeles e Chicago, in un mercato che assorbe il 25% della produzione. «Il miglior risultato? Quello che raggiungiamo: a fine anno, cantine svuotate».

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Fabrizio Bindocci

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Brunello


www.consorziobrunellodimontalcino.it