Le Terre del Vino

VINS EXTREMES, DAI VIGNETI EROICI

Al Forte di Bard i vini di montagna: dalla Val d’Aosta e dal resto d’Italia (e d’Europa).

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Le Terre del Vino - VINS EXTREMES

Vini tenaci, coltivati a mano sfidando i pendii: sono quelli dei 60 produttori di “Vins Extremes”, rassegna promossa al Forte di Bard, all'imbocco della Vallée: presenti 8 Regioni italiane e 6 nazioni europee.
«E' un omaggio alla viticoltura “eroica”, fatta di ricerca, territorio e qualità», dice l'assessore regionale valdostano Renzo Testolin: «La nostra valle ospita ben 13 vitigni autoctoni, su oltre 400 ettari vitati».
Tra questi il Fumin di Hervé Daniel Deguillame, dell'azienda La Vrille, e poi il Muscat Petit Grain, il Petit Rouge e il Cornalin di Emiro Marcoz: «I viticoltori hanno “ripettinato” la Valle d'Aosta, noi abbiamo recuperato un mulino del '700 nel centro storico di Aosta, riportando la vendemmia nel cuore della città».
Vincent Grosjean, un mito del vino valdostano, evita i trionfalismi: «Nell'800 i Re di Francia venivano a rifornirsi da noi, un Muscat di Chambave valeva 5 bottiglie di Borgogna. Le superfici più vocate sono quelle più difficili, non resta che puntare sulla qualità e riconquistare terrazze ricoperte di cespugli».
Tra i grandi vini valdostani anche il Donnas: «Tutto merito del microclima», spiega Mario Dalbard, esaltando un Nebbiolo che poco più a valle si chiama Carema: «I nostri vigneti rupestri sono uno spettacolo», dice Paola Giorgis. Passione e fedeltà al territorio.
E Nebbiolo anche all'ombra del Monte Rosa, come il Lessona di Pietro Cassina, nel Biellese, tra Ivrea e Gattinara.
Più ad est, in Lombardia, giganteggia il Nebbiolo di Nino Negri in Valtellina, che dà origine a vini come Inferno, Sassella e Sfursat.
E se resistono vigneti davvero “eroici” come quelli di Bruno Pollero a Pieve di Teco sui monti della Liguria (Tenuta Maffone: Ormeasco, Pigato) e quelli delle Terre del Ramìe a Pomaretto, in val Chisone, tra Pinerolo e il Sestriere (Andrea Bianino), brillano grandi cantine alpine in Trentino Alto Adige: Luciano Tranquillini (Cantina Sociale Mori Colli Zugna) presenta il Müller-Thurgau coltivato a mille metri di quota in Val di Gresta (la valle biologica), mentre Lorenzo Michelati (Abbazia di Novacella, Val d'Isarco, Bolzano) offre una gamma di grandi bianchi, Silvaner e Grüner Veltliner, Riesling, Gewürztraminer e poi Kerner, incrocio di Riesling e Schiava. «Siamo la più antica cantina italiana dopo Ricasoli, siamo nati nel 1142».
A Bard naturalmente anche i vini della Savoia (Jacquère, Mondeuse, Altesse) e quelli della Galizia, nel nord della Spagna (il rosso Mencìa, denominazione Ribera Sacra).
C'è anche la Sicilia: Laura Lamia (Istituto Regionale del Vino e dell'Olio) presenta i vini siciliani che nascono sopra i 700 metri (Etna Bianco, Etna Rosso, Cataratto, Pantelleria, Malvasia di Fenech).
Dalla Svizzera, Robin Garzoli propone i suoi Merlot e Cabernet Franc prodotti a Maggia (Canton Ticino), dove sta sviluppando incroci “naturali” come Bronner e Solaris.
Ed è presente anche la Germania: Lena Hessel (Moselwein) è fiera del suo Pinot Nero: «Vogliamo dimostrare che sulle alture della Mosella non facciamo solo Riesling».

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locandina Vins Extremes 2015