Il vino che amo

ANTONIO MARANGOLO

«Un tempo suonavo solo da ubriaco, ora mi sono calmato. Ma adoro sempre l’Etna Rosso».

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Il vino che amo - ANTONIO MARANGOLO

Il grande sassofonista si confessa: «Un tempo, per suonare bene, dovevo salire sul palco completamente ubriaco. Ora mi devo controllare, ma col vino è così: se apro una bottiglia la devo finire, anche se sono a casa da solo».
Ora, con l'età, va bene anche il rosato: «In questo ho gli stessi gusti di Francesco Guccini, col quale ho suonato tanti anni».
Ma Antonio, siciliano ed etneo, ha un grande amore per l'Etna Rosso: «Adoro quello dei contadini, nero, forte». Al ristorante, altra storia: «La mia compagna di vino se ne intende, e devo dire che anch'io ci prendo: prediligo soprattutto il retrogusto e, spiace dirlo, trovo che i vini francesi siano superiori ai nostri».
Vino e musica: «Le cose migliori le ho scritte con accanto un bicchiere. Ovvio, il vino ti libera da tante inibizioni. Ma non è una droga, serve a vivere meglio e a mangiare meglio».

Antonio Marangolo

Antonio Marangolo