Liquori e Distillati

BERNARD

Génépi Blanc e Barathier, pura poesia dal meglio delle erbe alpine.

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Liquori e Distillati - BERNARD

«Abbiamo un segreto: il territorio alpino e la sue essenze. Poi l'alcol, distillato a 7 colonne. Poi l'acqua: dolce, di sorgente. E 110 anni di esperienza».
Erbe e fiori: materie prime di altissima qualità, faticosamente raccolte anche a tremila metri di quota, sulle Alpi Cozie, dalla Valle di Susa in provincia di Torino fino alla Val Maira sulle montagne cuneesi.
Rappresentano il cuore della produzione di Enrico Bernard, che a Pomaretto in Val Germanasca incarna la quarta generazione di una famiglia di “liquoristi” attiva sin dal 1902 su iniziativa del bisnonno.
Dal primigenio “Amaro Cozio” nacque il “Barathier”, prodotto di punta dell'azienda, un amaro ricavato da Angelica Minore, Genzianella, Achillea Erbarotta e bacche di Ginepro, essenze provenienti in gran parte da Val Chisone e Val Pellice, cui si aggiungono china, cannella e pregiatissimo rabarbaro cinese.
«Per tutti i nostri prodotti la procedura è simile: si raccolgono le erbe, le lasciamo seccare, poi le immergiamo a freddo nell'alcol per la macerazione».
Unica eccezione il fantastico “Génépi Blanc”, prodotto per sospensione – senza sommergere i fiori nell'alcol – e solo con l'Artemisia Spicata (il raro Genepy che cresce spontaneo anche a 3.200 metri di altitudine).
Tra gli esperimenti più recenti figurano anche liquori ottenuti dalla frutta, l'“Abricot” da noccioli di albicocche biologiche e il “Runsè” da piccoli meli selvatici di montagna (si utilizzano buccia e torsolo, non la polpa).
Ma, oltre al “Barathier” e al “Génépi Blanc”, cui si aggiunge il Génépi tradizionale (Artemisia Spicata più Artemisia Mutellina, coltivabile in quota) sullo scaffale di Bernard – 35.000 bottiglie l'anno, vendute anche in Francia, Svizzera, Germania e Stati Uniti – la parte del leone la fanno i liquori d'erbe: l'aromatico “Serpoul” ottenuto dal Timo Serpillo d'alta montagna, la deliziosa “Genzianella” amarognola, il “Rabarbaro” che si può bere anche freddo, come aperitivo e in cocktail, e il potente “Arquebuse”, 40°, asciutto, più crudo e deciso del Genepy, ottenuto dal Tanaceto Crespo che Enrico Bernard, insieme al padre Giacomo, sta pian piano trapiantando sulle montagne di casa.
Tempo, pazienza e passione. Risultato: qualità assoluta, riconosciuta da Paolo Massobrio e Edoardo Raspelli, dal Gambero Rosso e dalla guida di Luigi Veronelli. Senza contare Slow Food: nel settore superalcolici, Bernard è l'unico, tra i “Maestri del Gusto”, della provincia di Torino.
Scelte rigorose: «Abbiamo evitato di produrre liquori più “facili” e amati dai giovani, come l'Assenzio, perché è di moda e, spesso, è bevuto solo per lo “sballo” alcolico».
Meglio la qualità, il bicchiere da meditazione: «I migliori complimenti – ammette Enrico – sono quelli delle persone comuni. Mi fanno un gran piacere: confermano che sto lavorando bene».

Enrico Bernard con il suo Barathier

Enrico Bernard con il suo Barathier

Barathier e Génépi Blanc tra i gioielli di casa Bernard

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Arquebuse e Abricot, tra le nuove etichette prodotte

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Giacomo Bernard, il padre di Enrico

Giacomo Bernard, il padre di Enrico


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