Wine Family

GNAVI

Tra i primi a firmare il Caluso Passito, premiati a Milano già a fine ‘800.

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Wine Family - GNAVI

Tradizione, territorio, passione: al Canavese e ai suoi sapori la famiglia Gnavi ha legato la propria storia contadina, sin dai tempi in cui negli stessi solai utilizzati per l'appassimento dell'Erbaluce stazionavano in primavera le foglie di gelso per nutrire i bachi da seta e poi d'estate le foglie del tabacco, prodotto fino a metà '900.
«La nostra era anche una famiglia di carradori», racconta Giorgio Gnavi: «Costruivamo i carri e poi li usavamo per trasportare le merci in tutto il Piemonte, al traino di buoi e cavalli. Per questo ancora oggi la ruota del carro è riportata nel logo della cantina».
Carri e tabacco, bachi da seta ma anche (e soprattutto) uva.
In principio fu il nonno, Giovanni Gnavi, cui è dedicata l'etichetta “Cav. Giovanni”: fu tra i migliori 9 produttori di Caluso scelti per presentare il Passito ancor prima della Doc, risalente al 1967.
Ma quel vino, da sempre prodotto per uso familiare e per gli amici, vinse un premio già a fine '800, all'Esposizione Universale di Milano.
«Poi – continua Giorgio – il testimone passò a mio padre Guglielmo e a suo fratello, mio zio Carlo», che è tuttora il wine-maker di un'azienda che, negli anni '90, ha avviato l'imbottigliamento sistematico dell'Erbaluce dopo aver rinnovato la cantina con moderne tecnologie per il ciclo del freddo: qualità assoluta e immutata vocazione artigianale.

Carlo Gnavi

Carlo Gnavi

Giorgio Gnavi con lo zio, Carlo

Giorgio Gnavi con lo zio, Carlo