Wine Family

PAOLO AVEZZA

Vignaioli da cinque generazioni, dal trisavolo alla giovanissima Roberta.

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Wine Family - PAOLO AVEZZA

La famiglia di Paolo Avezza ha alle spalle non meno di due secoli vissuti tra i filari, a partire dall'azienda del trisavolo e poi del bisnonno a Cossano Belbo, poi trasferitasi a Santo Stefano Belbo.
Dopo la Grande Guerra, il nonno Natale ha ceduto la sua parte ai fratelli cominciando una vita da mezzadro nel Monferrato.
Cinque figli, tutti “scappati” a Torino tranne l'ultimogenito, Aldo, il padre di Paolo, che insieme ai genitori ha acquistato nel 1956 l'attuale podere sopra Canelli, allora limitato a 2 ettari.
«E' stata la grande svolta», racconta Paolo: «finalmente, mio padre e mio nonno potevano fare i vignaioli a casa propria, non più al servizio degli altri».
Figlia di vignaioli anche Angioletta, moglie di Aldo e madre di Paolo: «Veniva da Loazzolo, una famiglia con 7 figli, tutti vignaioli».
Classe 1965, Paolo Avezza ha affiancato il padre sin da giovanissimo, nell'azienda vinicola e anche nel lavoro di contoterzista, alla guida di trattori impegnati su poderi altrui. «Anni importanti, esperienze che mi hanno permesso di conoscere bene il mondo della viticoltura e, nel frattempo, di capire le grandi potenzialità del nostro territorio».
Da qui la scelta, definitiva, del 2001: cessare di vendere damigiane e passare alla produzione di vino etichettato, in bottiglia. «La vendemmia 2002 è stata da dimenticare, ma intanto siamo partiti».
Oggi, Paolo Avezza resta soprattutto vignaiolo: «Non ho dimestichezza con la parte commerciale del lavoro, ma per fortuna dal 2015 se ne occupa mia figlia Roberta, che oltretutto si è diplomata enologa ad Alba e, tecnicamente, è anche più brava di me».

Paolo Avezza e famiglia

Paolo Avezza e famiglia