Wine Gallery

FRANCO MARTINETTI

Barbera e Barolo, ma anche Timorasso, Gavi e bollicine di classe.

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Wine Gallery - FRANCO MARTINETTI

Bianchi, rossi e bollicine: una quindicina di etichette, che esprimono il meglio del Piemonte.
Da Vinchio, in provincia di Asti, vengono le grandi Barbere di Franco Martinetti, dal “Bric dei Banditi”, un gran rosso affinato in cemento e acciaio, vinoso e delicato, con sentori di ciliegia sotto spirito, al “Montruc”, in cui l'uso sapiente della barrique riequilibra gli aromi primari: ampia e intensa, è tra le più grandi Barbere piemontesi, come confermano i numerosi riconoscimenti.
Sempre a Vinchio viene prodotto il “Subric”, un piacevolissimo blend di Barbera e Cabernet Sauvignon.
Stesso uvaggio anche per il bevibilissimo “Sine Cura”, prodotto a Castel Rocchero, nell'Astigiano.
Da Serralunga d'Alba proviene invece il “Siccis Omnia Dura Deus Proposuit”, un Langhe Nebbiolo che fa l'occhiolino al Barolo e al Barbaresco: eleganza, tannini morbidi, lunghezza e complessità.
Sempre da Serralunga provengono le uve del “Marasco”, il Barolo Docg di Franco Martinetti, prodotto con macerazione breve e affinato in legno piccolo. Delicato e intenso, il “Marasco” presenta sentori di rosa e viola, oltre che di marasca. In bocca è opulento e sensuale, con retrogusto lungo. Un super-Barolo, decisamente ammaliante.

Tra i rossi di Martinetti anche la Croatina, proposta nell'etichetta “Georgette”: calda e suadente, con trama tannica avvolgente e un finale interminabile. “Georgette” è prodotta a Monleale, sui Colli Tortonesi, come anche il Freisa “Lauren”, in cui spicca la personalità aromatica del vitigno; un rosso profumato di fragole di bosco, ribes nero e mentuccia, con tannino presente e preciso.
Altrettanto notevole la gamma dei bianchi, a cominciare dal “Gavi”, affinato in acciaio, fresco di fiori bianchi e camolilla, pesca e agrumi.
Da Rovereto, un cru eccezionale del Gavi, proviene il “Minaia”, sapido e pieno, con aromi resi più complessi dal passaggio in barrique.
L'etichetta “Sine Cura”, nella gamma di Franco Martinetti, contrassegna anche un Monferrato Bianco, fresco e ottimo come aperitivo, prodotto a Castel Rocchero da uve Cortese, con aggiunta di un 10% di Chardonnay.
Da Monleale, sui Colli Tortonesi, provengono invece i Timorassi di Martinetti: il “Biancofranco”, lavorato in acciaio, un Timorasso persistente e minerale, quindi l'“Alcedo”, affinato in barrique come il “Martin”, altro Timorasso, affinato in legno piccolo per 14 mesi: al naso presenta sentori di sambuco e mandorla, pera e vaniglia, mentre in bocca sprigiona intensità e freschezza.

Infine, le bollicine: da Rocca de' Giorgi nell'Oltrepo Pavese provengono le uve del metodo classico “Quarantatrè”, Pinot Nero in acciao e Chardonnay fermentato e affinato 8 mesi in barrique. Lasciato per 40 mesi sui lieviti, il “Quarantatrè” esibisce un perlage fine e setoso, in cui si esaltano complessità e struttura, profumi crosta di pane, fiori bianchi, ginestra e mela cotogna, propri della “liqueur d'expedition” utilizzata: un “Bas Armagnac” del 1943, da cui prende il nome questo fantastico metodo tradizionale, che in bocca è sontuoso e avvolgente, di grande persistenza.

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