Wine Land

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Terrazze d’oro su terreni morenici, le migliori esposizioni storiche di Caluso.

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Appena un ettaro e mezzo di vigneti, distribuiti però tra le zone più pregiate e storicamente vocate di Caluso, tra colline terrazzate e conche temperate, tutte esposte a sud: dalla regione Crava ai terreni di Maceglio, ricchi di marne silicee, fino alla zona di Montasso “sorvegliata” dalla chiesetta di Sant'Antonino, “custode” dei vigneti.
L'azienda Gnavi coltiva viti vecchie anche 60 anni, tutte allevate col sistema della pergola, o tendone canavesano: lunghi filari, con ampio interfilare largo tre metri.
Si tratta all'80% di uve bianche Erbaluce, più un 20% di rossi – una miscellanea di barbera, dolcetto, freisa, merlot e un vitigno autoctono come il neretto di San Giorgio.
«Il substrato dei terreni, di origine morenica – spiega Giorgio Gnavi – è composto da argille e basalto, con strati marnosi e silicei. Un mix di grande ricchezza, che dona ai vini particolare mineralità e acidità».
Si tratta di suoli altamente vocati, anche se la lavorazione (interamente manuale) richiede il massimo impegno. «In compenso, però, le viti dimostrano una straordinaria vigoria: anche 30-40 grappoli per pianta. Questo comporta certo una rigorosa selezione, ma garantisce la possibilità di ottenere ottimi risultati con tre diversi prodotti ricavati dallo stesso vitigno erbaluce».

Caluso vigne

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Vendemmia 2015

Vendemmia 2015