Wine Market

SILVANO BOLMIDA

«Più facile vendere un bancale negli Usa che una bottiglia qui: non è bello».

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Wine Market - SILVANO BOLMIDA

«Non mi vanto assolutamente di vendere all'estero l'80% della mia produzione annua, che è di 35.000 bottiglie, grandine permettendo».
Silvano Bolmida è presente stabilmente in almeno 15 paesi, in tutto il mondo: dalla Corea del Sud alla Finlandia, all'Irlanda, per non dire di mercati più consueti come la Svizzera, la Germania, la Danimarca o la stessa New York, sempre attentissima a presentare ottimi vini di piccoli produttori.
«Ma cosa devono pensare, i turisti, se poi qui da noi non trovano le bottiglie che apprezzano a casa loro, nelle loro enoteche? Anch'io – dice Silvano – penserei che ci sarebbe qualcosa di strano, se in Germania non trovassi le Mercedes fra i taxi».
Morale: «Oggi è più facile vendere un bancale di vino dall'altra parte dell'oceano piuttosto che una semplice confezione da sei bottiglie nel territorio cui appartiene l'azienda».
Non è facilissimo trovare etichette di Bolmida nelle Langhe. «Il mio vino poi è assente da città come Torino e Genova. Assurdo, no?».
Attenzione: «Non ne faccio una questione classista, non è che preferisca vendere il mio Barolo alla “massaia di Voghera” piuttosto che a “mister Jones”. Al contrario: vendo volentieri a chiunque dimostri di apprezzare e rispettare il mio lavoro, il mio modo di vedere le cose. Vorrei solo poter vendere meglio in Italia, anche a discapito dell'export – che, ripeto, per me non è affatto un traguardo».

Silvano Bolmida nella sua winery

Silvano Bolmida nella sua winery