Wine Philosophy

COLLINA SERRAGRILLI

Legno grande per i lunghi affinamenti: tornare all’antico è una carta vincente.

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Wine Philosophy - COLLINA SERRAGRILLI

«Tornare alla tradizione può costare qualcosa nell'immediato, in termini di business, ma alla lunga paga, e pagherà sempre di più».
Piernicola Bruno spiega così la filosofia di Collina Serragrilli, che sta siglando il “divorzio” dalla chimica per salvaguardare l'ambiente, anche con il controllo manuale dell'erba nell'interceppo.
Naturalità anche in cantina: «Non usiamo concentratori per l'estrazione: la bravura del produttore sta nella capacità di conservare le caratteristiche dell'uva raccolta».
E per l'affinamento, le barriques di legno nuovo cedono il passo a quelle di secondo passaggio, ma anche al tonneaux – meno invasivo – e persino alla botte grande da 50 ettolitri, specie per il Barbaresco.
«E' vero che l'affinamento lungo è penalizzante, sul piano commerciale, ma non ha senso sfornare vini “pronti subito” che poi non durano nel tempo, o – peggio ancora – vini “aggiustati” per assecondare le mode di determinati mercati».
Idee chiare: «Noi produttori piemontesi lavoriamo coi vitigni autoctoni, non possiamo stravolgerne la tipicità. Facciamo vini “verticali”, in purezza. Costa impegno, ma alla fine paga. E pagherà sempre di più».

Alessandro Lequio

Alessandro Lequio