Wine Philosophy

DANIELE COUTANDIN

Niente chimica, né solfiti e lieviti aggiunti: viticoltura ultra-naturale al 100%.

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Wine Philosophy - COUTANDIN

Solo pochissimi trattamenti tradizionali, rame e zolfo, senza prodotti sistemici né diserbanti.
Idem in cantina: zero solfiti, solo lieviti autoctoni e nessuna filtrazione per i vini, bastano semplici travasi.
Daniele Coutandin ha ereditato dai genitori, Giuliano e Laura, il rispetto “religioso” per la natura del vigneto: «Erbe e fiori sono l'habitat perfetto per gli insetti come le api, che hanno una funzione insostituibile. Tra i nostri filari, poi, crescono anche funghi commestibili».
Meticolosa la cura dei tralci: potature mirate che «non feriscono le piante», e accuratissime potature verdi: «A fine estate non facciamo la “sfemminellatura”, le foglie giovani le lasciamo dove sono: proprio da loro dipende l'apporto zuccherino del periodo autunnale».
Molto selettiva, a scaglioni, anche la vendemmia: tanti vitigni diversi, che maturano in giorni differenti.
Problema che si risolve in cantina con un piccolo “start di fermentazione”, affidato a un semplice ammostatore – un ramo di frassino – nei cui interstizi sopravvivono i lieviti naturali dell'anno precedente.
Vinificazioni in acciaio, nelle vasche Inox dove il Ramìe staziona per due anni.
Legno piccolo di quinto passaggio, invece, per gli ultimi 12 mesi di evoluzione del “Barbichè”, variante ricavata dal medesimo blend.

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