Wine Philosophy

FONTANAFREDDA

Vino Libero e terroir. Barolo, Barbera, Alta Langa: bollicine, Riesling e Nascetta.

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Wine Philosophy - FONTANAFREDDA

Niente chimica, solfiti quasi azzerati: il disciplinare “Vino Libero” orienta la produzione eco-sostenibile di Fontanafredda, il cui prodotto di massima eccellenza è il Barolo Docg “Vigna La Rosa”, prodotto da 8 ettari a Serralunga: «Un vigneto straordinario, che alla struttura dei Baroli di Serralunga aggiunge note floreali ed eleganti, e tannini morbidi, dovuti alla componente sabbiosa del terreno», spiega Roberto Bruno, direttore commerciale di Fontanafredda.
Altro fondamentale biglietto da visita, il Barolo “Serralunga d'Alba”: «Nel 1988 siamo stati la prima azienda a promuovere la denominazione comunale: l'identità di un grande vino, infatti, risiede nel terroir e nel microclima più che nelle tecniche di vinificazione».
Stessa filosofia per le bollicine metodo classico, da uve che Fontanafredda spumantizzava già nell'800 ma con Pinot Nero e Chardonnay provenienti dall'Oltrepo Pavese. Ora invece quei vitigni vengono dall'Alta Langa, territorio che ha ottenuto la Docg nel 2002: «Un premio alla storia del Piemonte, la prima regione italiana a spumantizzare».
Gli spumanti Alta Langa di Fontanafredda sono solo millesimati e affrontano lunghe permanenze sui lieviti, ottenendo struttura e personalità.
Sempre l'Alta Langa è il terreno d'elezione per nuove sperimentazioni, ancora sui bianchi: notevolissimi i risultati ottenuti da vini come il “Marin”, che deve il nome al benefico vento del mare che spira dalla Liguria: un gran bianco, affinato a lungo, fatto al 50% con Riesling, da cui sapidità e mineralità, e al 50% con un antico vitigno autoctono, la Nascetta, che conferisce al vino particolare morbidezza.
Infine, la Barbera: se il cuore pulsante della produzione resta nelle Langhe con la Barbera d'Alba (struttura, nerbo, affinamento importante), di recente Fontanafredda ha acquisito anche una tenuta a Murisengo, nel Monferrato Casalese, dove produce Barbera d'Asti, con ottimi risultati: «E' il nostro vitigno più esportato, e ne siamo felici», sottolinea Roberto Bruno: «Non abbiamo mai spinto sui vitigni internazionali e, con la Barbera, un autoctono che sa competere sullo stile, abbiamo dimostrato la capacità di produrre un vino dotato di grande appeal e gusto internazionale, senza rinunciare alla nostra tradizione regionale».

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