Wine Philosophy

GNAVI

Natura e tradizione: solo Passito ultra-invecchiato, usato anche per le bollicine.

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Wine Philosophy - GNAVI

«La prima uva che selezioniamo è quella destinata al Passito: acini dalle note color rosa corallo che colpirono il gioielliere di casa Savoia, Giambattista Croce».
Giorgio Gnavi riassume con semplicità la filosofia dell'azienda: massima cura in vigneto, con lavorazioni naturali (poco rame, niente diserbo) e selezioni accuratissime, per portare in cantina un prodotto super-eccellente, che richieda interventi davvero minimi: spremitura a freddo immediata, flocculazione con azoto per eliminare le fecce, mosto purificato e messo a fermentare in acciaio entro 24 ore.
«Per la chiarifica ci affidiamo ai tempi lunghi della natura: non imbottigliamo mai l'Erbaluce prima di maggio. Semmai facciamo dei batonnage per arricchire il prodotto in modo naturale, coi lieviti delle fecce nobili. E senza aggiungere solfiti».
Stessa fedeltà alla tradizione anche per lo spumante, solo millesimato, con uve della stessa annata: 100% erbaluce, perché per la “liqueur d'expedition” si usano Passiti storici, vecchi anche di 30 anni.
E il Caluso Passito conferma lo stile della cantina, in controtendenza rispetto alla media: se l'invecchiamento minimo è stato accorciato, da 6 a 5 anni, Gnavi lo prolunga a 8 anni, in vasche di cemento. «Con il clima sempre più caldo, il Passito ha bisogno di più tempo per esprimersi al meglio».
In cantina sono ancora presenti vecchie botti di acacia e castagno, con Passiti di mezzo secolo d'età. «Ma sono legni che non rilasciano sentori. E in ogni caso siamo contrari all'uso delle botti per l'Erbaluce: per rispettarne la tradizionalità preferiamo usare solo l'acciaio».

Acini corallo

Acini corallo

Carlo Gnavi in vendemmia

Carlo Gnavi in vendemmia

Carlo Gnavi in spumantizzazione

Carlo Gnavi in spumantizzazione