Wine Philosophy

SILVANO BOLMIDA

Alghe, olio di arancio, erba medica: così nasce un super-vino “green”.

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Wine Philosophy - SILVANO BOLMIDA

Olio essenziale di arancio per neutralizzare le malattie di origine fungina. E poi le alghe, di svariate tipologie, per aumentare la prevenzione e fertilizzare il suolo.
«Sono certificato, la mia è una viticoltura sostenibile», spiega Silvano Bolmida, che però non ama esibire la certificazione in etichetta: «Non voglio farne né un manifesto politico, né una leva commerciale. Sono contento che si vada, tutti, sempre più verso una filosofia “green”, responsabile nei confronti dell'ambiente, alla ricerca di soluzioni tecniche per ottenere vini puliti, che rappresentino al meglio il territorio, l'annata, il produttore, il vitigno, la denominazione».
Se tra i filari di Bolmida cresce l'erba medica, che frena l'erosione del suolo e lo fertilizza, arricchendo i grappoli di precursori aromatici, è la flessibilità a orientare le scelte produttive: «Nell'uva, opportunamente diradata, ricerco una perfetta maturità polifenolica. Un vino di forte personalità nasce da grappoli piccoli, con acini piccoli: cioè molte bucce, pronte a cedere – in poco liquido – le loro preziose sostanze».
Per il Langhe Nebbiolo si vendemmia prima, ricorrendo a fermentazioni brevi che ne esaltino la fragranza. Al contrario, il mosto destinato al Barolo fermenta a lungo, per estrarre polifenoli e “pulire” il vino, grazie a una malolattica molto rapida. Diverse opzioni anche per i legni, a seconda delle tipologie di vino: i Baroli stazionano in barrique per un anno, poi passano in botti da 30 ettolitri.
«Uso solo contenitori rigenerati e raschiati, per ottenere una porosità aperta delle superfici, evitando rilasci impropri da parte del legno: il vino deve rappresentare me, non la tonnelleria».

La barricaia

La barricaia