Wine Philosophy

TENUTA SANTA CATERINA

Viticoltura eco-simbiotica, grazie ai microrganismi che rafforzano le viti.

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Wine Philosophy - TENUTA SANTA CATERINA

Microrganismi, batteri e radici: un'alleanza che aiuta la vite a crescere meglio, a difendersi dalle avversità e a produrre grappoli perfetti.
Sotto la guida di un pioniere come l'agronomo Sergio Carpignano, la Tenuta Santa Caterina ha dislocato cloni e portainnesti anche diversi, all'interno della stessa vigna, sulla base dell'analisi dei terreni, del microclima e delle esposizioni, per poi scegliere un approccio “eco-simbiotico”: «All'impianto inoculiamo consorzi microbiologici che lavorano in simbiosi con le radici, così l'apparato radicale scende molto più in profondità e aiuta la pianta a recuperare sostanze nutritive in cambio dello zucchero che cede a questi consorzi», spiega Giulia Alleva. Questo aumenta la salubrità della pianta, che si difende meglio dagli agenti patogeni, e ripopola il terroir di quelle famiglie di batteri “sterminate” in passato dall'abuso di chimica, che aveva impoverito la materia organica».
Non solo: «L'uva è più ricca di agenti antiossidanti (meno interventi in cantina, quindi) e il vino aiuta anche a ripopolare il biota intestinale del consumatore».
L'azienda non dispone di certificazione Bio, ma cerca di evitare i prodotti di sintesi.
Selezioni accuratissime dei grappoli e riduzione estrema dei solfiti: fino a 40 microgrammi per litro, cioè meno di quanto richiesto dal disciplinare biologico.
Vinificazioni in acciaio e affinamenti in barrique per i bianchi, mentre i rossi evolvono in tonneaux e botte grande, spesso “traslocando” in più botti alla ricerca di sfumature diverse.

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