Wine Tales

CASCINA LANA

Quando in vendemmia si doveva cantare, per non mangiarsi l’uva.

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Wine Tales - CASCINA LANA

«La Barbera è femmina: per questo, dal 2014, il nostro Nizza Docg si chiamerà “La Giulia”, in onore della mamma di Nino Baldizzone, che è un po' la mia nonna acquisita», dice Giorgia Turco, sottolineando l'importanza della nuova Docg che proietta il Nizza nell'olimpo piemontese del Barolo e del Barbaresco «grazie anche a Nino, che ha fatto per 12 anni l'assessore all'agricoltura a Nizza e ha ideato grandi manifestazioni come “Nizza e Barbera”».
Nino, dal canto suo, ricorda i primordi di Cascina Lana: «Siamo sulla strada per Acqui Terme, all'epoca era una meta frequentata. Si andava anche a Mombaruzzo a prendere gli amaretti, e al ritorno ci si fermava qui per un bicchiere. Merito del cartello “vendesi vino”, un'idea del vigile urbano di Nizza che aveva convinto mio padre a farsi quella prima pubblicità. Erano i tempi in cui i vendemmiatori erano “invitati” a cantare tra i filari, perché non si riempissero la bocca di uva».
Una tradizione, quella della vendemmia, che Graziana Baldizzone mantiene viva, ogni anno, coordinando 15 giovani di Nizza: «E' bellissimo, mi fanno sentire una ragazzina, sono 20 giorni di festa. Ed è importante: i ragazzi capiscono come si lavora. E imparano che un buon bicchiere di Barbera è meglio di ogni altro alcolico».

Graziana Baldizzone

Graziana Baldizzone