Wine Tales

FRANCO MARTINETTI

Quella volta alla Tour d’Argent, a soli 19 anni, senza un soldo in tasca.

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Wine Tales - FRANCO MARTINETTI

Per Franco Martinetti, tutto cominciò nel lontano 1962 nell'allora tempio europeo della grande cucina, la Tour d'Argent di Parigi: «Avevo 19 anni e pochi soldi in tasca, attorno a me uomini in smoking e signore in abito da sera. Divenni la mascotte del locale, mi spedirono a Torino la carta dei vini. Li studiai sul dizionario Larousse. Cominciai a decantare alla perfezione tutti quei cru, senza averne mai assaggiato uno!».
Da consumatore a produttore – di Barbera, innanzitutto.
«Guardate che la Barbera è femmina, lo hanno sempre detto anche i nostri grandi poeti». Martinetti cita a memoria la “generosa Barbera” di Carducci, la “purpurea Barbera” di Pascoli e quella di Nino Costa, che “porta in tutto il mondo la forza delle colline del Piemonte”.
«Amo le mie bottiglie, sono le mie ballerine. Un amico francese assaggiò i miei vini, che ormai erano 9, e mi disse: ma lei ha un intero corpo di ballo!».
Vini evoluti in legno, ma senza farli diventare stucchevoli come voleva il gusto californiano.
Intesa immediata, in Francia, con un produttore di Saint-Émilion, nella cui cantina Martinetti era stato introdotto da un grande enologo, Pascal Delbeck. «Monsieur Martinetti è un vero amico? Allora tiro fuori il vino giusto, mentre quello “pour les americaines” lo assaggiamo un'altra volta!».

La Tour d'Argent

La Tour d’Argent