Wine Tales

PIO CESARE

Dal Barolo di Wine Spectator al Piodilei, lo Chardonnay ispirato a Mondavi.

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Wine Tales - PIO CESARE

Sempre stata fedele ai vini classici, da più vigneti, la Pio Cesare ha prodotto il primo cru nel 1985 col Barolo “Ornato” e poi nel '95 – altra grande annata – col Barbaresco “Il Bricco”.
Grandi sensazioni anche dalla Barbera d'Alba “Fides”, prodotta a Serralunga nella zona del Barolo.
«Ma la prima grande sfida della nostra famiglia – racconta Cesare Benvenuto – è stato lo Chardonnay “Piodilei”, fermentato in legno, per il quale mio zio, Pio Boffa, si è ispirato a Robert Mondavi, una leggenda mondiale del vino, di cui è stato ospite, in California. E' stata dura, convincere il nonno (classe 1911) a piantare Chardonnay a Treiso, al posto del Barbaresco, ma ce l'abbiamo fatta. Facciamo solo 6-7.000 bottiglie, ma oggi quella vigna ha 35 anni e sta raggiungendo il suo apice».
Qualità assoluta: tra i tantissimi riconoscimenti di Pio Cesare, anche il clamoroso piazzamento del suo Barolo classico, annata 2008, considerato il 6° vino più buono al mondo, su 30.000 bottiglie degustate da “Wine Spectator”, la maggiore rivista enologica del pianeta.
Ragione in più per non chiamarlo “Barolo base”, scherza Benvenuto: «Il Barolo è un vino nobile: può essere “classico”, non “base”».
Per questo, provocazione in arrivo: sulle etichette dell'annata 2012 comparirà la scritta, in italiano e in inglese: “Per favore, non chiamatelo base!”.

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