News

L’ ARMANGIA 2016, NOVITA’ IN VIGNA E IN CANTINA

Cresce l’export negli Usa per la Barbera (manca solo una cosa: la neve!).

La Voce del Vino Podcast
News - L' ARMANGIA

«Ringraziando il cielo la temperatura è scesa, altrimenti la situazione sarebbe ancora più preoccupante, sia per la carenza d'acqua nelle falde che per l'anticipo vegetativo, con le primule e le viole che fioriscono tra i filari».
Così Ignazio Giovine, da Canelli, commenta “l'inverno-estate” 2016: «Manca la neve, alla faccia di chi dice che il clima non cambia!».
Potature ritardate, quindi, per rinviare la “ripartenza” delle viti.
Reduce da Tokyo col tour Slow Wine e poi da Shangai, Giovine è in partenza per ripresentare L'Armangia negli Usa: «E' il mercato più banale del mondo, ma ormai è sempre più il numero uno: grazie a Barbera e Moscato abbiamo riordini sempre più frequenti».
Va fortissimo, la Barbera, negli Stati Uniti: «Sì, sempre meglio. Quello statunitense è ormai un mercato maturo, chiede un prodotto piemontese di alta qualità, oltre al Barolo e al Barbaresco. Per esempio il nostro Nizza Docg, che noi proponiamo con l'etichetta “Titon”, più giovane, e poi “Vignali”, affinata più a lungo. Insieme al Moscato, proprio il Nizza trascina anche le altre Barbere, come l'entry-level “Sopra Berruti”».
A patto che il mercato, ovviamente, sappia distinguere: «Oggi sono presenti Barbere a prezzi stracciati, prodotte senza qualità, e questo disturba chi lavora per l'eccellenza, più che per i numeri».
L'export negli Usa resta comunque una sicurezza: «Oggi, i piccoli distributori americani lavorano con meno produttori, rispetto a una volta, ma con più etichette per ogni produttore», racconta Ignazio. «In North Carolina e in Michigan i nostri distributori lavorano con l'80% delle mie etichette: per me è bellissimo, ho un vino da piazzare in ogni ristorante che visito, e questa è una soddisfazione che in Italia non riusciamo ad avere. Negli States è normale vendere il vino negli 8 ristoranti visitati in un solo giorno».
E sperando che il tempo intanto metta giudizio, con un po' di neve o almeno abbondanti piogge, Ignazio Giovine conclude con un'occhiata alla stagione appena conclusa: «La vendemmia 2015 è andata benissimo, anche se non è stata così facile per i bianchi. E chi ha troppo aspettato a vendemmiare ha problemi anche coi rossi, magari si trova 16° in cantina, sulla Barbera, che comunque è il vitigno che più si è avvantaggiato da un'annata così calda e asciutta».
Benissimo gli altri rossi dell'Armangia, come l'Albarossa, e idem per il Moscato. «Sui bianchi resta molta variabilità tra chi ha prestato attenzione al clima: chi ha tardato la vendemmia ha acidità basse, e quindi vini non longevi».
Tutto ok per la Barbera dell'Armangia: «Ha raggiunto presto maturazione fenolica e gradazione elevata, quindi l'abbiamo vendemmiata con buona acidità. Quella 2015 sarà un'annata che ricorderà il 2003». Da incorniciare, sicuramente.

Ignazio Giovine e famiglia

Ignazio Giovine e famiglia