La Voce della Terra

CANAVESE, IL BRUT DI VILLAREGGIA

Verso l’Arca del Gusto (Slow Food) il salame povero della tradizione.

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La Voce della Terra - IL BRUT DI VILLAREGGIA

Del maiale non si butta via niente: lo dimostra il Brut, prelibato salume “povero” di Villareggia, fatto con carne di testa, trippa e ciccioli, e insaccato caldo.
«In Italia è il primo prodotto di questo tipo», spiega Bianca Piovano, presidente nazionale dell'Onas, presente alla due giorni che Villareggia – paesino del Canavese ai confini della pianura vercellese – ha dedicato al suo prodotto di nicchia, che si candida a ritagliarsi un futuro nella ristorazione locale e regionale.
Un avvenire promettente, confermano Luigi Carbonero e Massimo Bignardi di Slow Food: il Brut sta per salire sull'Arca del Gusto, premessa per trasformare questo prodotto in presidio Slow Food, verso il mercato italiano e internazionale, a patto che si perfezioni il disciplinare e cresca la comunità dei produttori.
Scommette sull'operazione anche la politica: dal sottosegretario Luigi Bobba al vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Alberto Avetta, si rafforza la convinzione che il Brut possa incrementare le potenzialità del Canavese in termini di turismo enogastronomico.
In degustazione, il Brut è perfetto in abbinamento con le bollicine di Erbaluce (quest'anno proposte da Santa Clelia e Bruno Giacometto), ma per Davide Leggero, produttore di Dolcetto, starebbe benissimo anche col Barolo.
A vincere, in ogni caso è la comunità: grazie al sindaco, Fabrizio Salono, che ha incoraggiato gli ultimi produttori tradizionali di questo salume contadino, figlio dei tempi in cui non si poteva sprecare nulla.
Lo sottolineano “veterani” come Walter Rondoletto, Mario Gianetto e Marco Forloni, con la benedizione del parroco, don Alberto Carlevato (un prodotto come il Brut testimonia l'unità della comunità) e le raccomandazioni del medico di Villareggia, il dottor Adriano Gianetto: «I salumi sono ricchi di grassi, bisogna andarci piano. Ma, per il Brut, siamo tutti disposti a chiudere un occhio».

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