Le Terre del Vino

BAROLO, BARBARESCO, ALBA, LANGHE E DOGLIANI

Pecchenino: non solo grandi vini, la Langa deve riscoprire se stessa.

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Le Terre del Vino - BAROLO, BARBARESCO, ALBA, LANGHE E DOGLIANI

Barolo e Barbaresco, più le altre super-denominazioni delle Langhe, inlcuso il Dogliani.
Proprio dalle colline doglianesi proviene Orlando Pecchenino, nuovo presidente del consorzio di tutela dei vini dell'Albese, sorto nel lontano 1934.
«Stiamo crescendo molto, grazie soprattutto all'enorme e meritatissimo prestigio internazionale di rossi come il Barolo e il Barbaresco, ma senza trascurare gli ottimi bianchi prodotti sulle colline più elevate, e poi il Dolcetto e le bollicine Alta Langa».
Tradizione, tutela, sviluppo e innovazione: un comparto che vede impegnate 500 aziende vinicole su 9.000 ettari vitati. Sul tappeto, anche la possibile estensione della Docg del Barolo.
Soprattutto, Pecchenino si incarica di stimolare una nuova visione del distretto vinicolo più importante del Piemonte: «Siamo patrimonio Unesco, io sogno un recupero complessivo dei paesaggi e della naturalità delle colture, coinvolgendo anche le scuole. E vorrei elevare lo stesso profilo dell'offerta culturale, che dovrebbe fotografare meglio l'unicità assoluta che la nostra zona rappresenta: vorrei che tutti capissero che le Langhe non sono soltanto fatte di grandissimi vini».
Se il terroir eccezionale garantisce risultati fantastici in termini di ricchezza varietale, Pecchenino pensa al Barolo anche come vettore di un crescente recupero economico che interessi anche le aree limitrofe: «La Langa può essere anche molto di più e va completamente riscoperta, perché cresca la sua credibilità internazionale. Una volta iniziava da Vicoforte e finiva a Castiglione Tinella. Nel 1750 si contavano 52.000 ettari di vigneto, 17.000 solo nel Monregalese. E' una terra fantastica, che il mondo deve imparare a conoscere meglio».

Orlando Pecchenino

Orlando Pecchenino