Le Terre del Vino

GRIGNOLINO

Il Monferrato Casalese riscopre il vino storico dei Re, affinato 3-4 anni.

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Le Terre del Vino - GRIGNOLINO

Bentornato Grignolino. Con Barolo e Barbaresco era uno dei tre vini nobili di casa Savoia, e ora è in pieno rilancio: è il “rosso da pesce” che il Piemonte s'era scordato di avere, dice Filippo Lanzone della condotta biellese di Slow Food, a zonzo tra le “Cantine a Nord Ovest” del Monferrato Casalese che, da quest'anno, il Grignolino lo propongono anche “storico”, affinato in legno per 24-36 mesi.
Niente di strano: è la vinificazione che si faceva una volta, prima che il disciplinare degli anni '70 lo trasformasse in un vino da bere solo giovane, spiega un produttore come Ermanno Accornero, di Vignale, che dal 2006 ha investito in ricerche: «Il nostro era il vino che beveva Re Umberto, apriva tutti i pranzi di casa Savoia».
Regale, ma anche libertario: «Il nostro Grignolino è un vino anarchico, come lo definì Veronelli», dice Domenico Ravizza (Vicara, Rosignano Monferrato): «E' speziato, ha un'aromaticità strana, possiede anche longevità, ma l'immaginario collettivo ancora non lo comprende nelle sue potenzialità: i visitatori poi lo apprezzano nel bicchiere, ma quando lo servo non spiego che vino è».
Una reputazione da ricostruire: «Il vitigno sta già trainando il fatturato delle aziende», spiega Ugo Bertana (Slow Food, Casale Monferrato), «e adesso abbiamo i primi 9 produttori che hanno riscoperto l'affinamento lungo, due anni in legno e uno in bottiglia».
Tra le buone notizie, anche la nascita del consorzio di tutela, che mette insieme una ventina di produttori di qualità del Monferrato Casalese. «E speriamo venga accolta la richiesta di modificare la Doc, permettendoci di certificare la produzione anche di una Riserva, oltre che delle bollicine da Grignolino», confida Marco Canato, di Vignale, che il Grignolino lo affina in rovere per tre anni.
Un vino storico per aziende storiche, come le Cantine Valpane di Ozzano, capolavoro di architettura rurale nel cuore verde del Monferrato protetto dall'Unesco: «Ai turisti americani raccontiamo che loro avevano Washington, quando noi qui facevamo già il vino», dice Marzia Arditi. «Il segreto del Grignolino? Sta nel controllo della tannicità, scegliendo di vendemmiarlo quando i semi degli acini sono già lignificati».
E non mancano le sperimentazioni, come l'affinamento in anfora proposto da Crealto, ad Alfiano Natta: «Al legno, che rilascia tannini e frena l'ossidazione, abbiniamo una maturazione in terracotta, che favorisce un'evoluzione più neutra, lontana dall'impronta dei vini omologati», spiega Luigi Armanino, che proprio sul Grignolino in anfora ha fatto la sua tesi di laurea in enologia a Milano.
E tra le giovani promesse del Grignolino che verrà, sempre ad Alfiano, si fa notare la neonata azienda agricola Matunei, che propone anche un bevibilissimo rosè.

Casale Monferrato, Cantine a Nord Ovest

Casale Monferrato, Cantine a Nord Ovest

Di Grignolino in Grignolino, la partenza a Casale

Di Grignolino in Grignolino, la partenza a Casale

Ermanno Accornero

Ermanno Accornero

Carla e Alberto nella loro azienda di Alfiano Natta, Matunei

Carla e Alberto nella loro azienda di Alfiano Natta, Matunei

Marzia Arditi, Cantine Valpane, con Filippo Lanzone di Slow Food Biella

Marzia Arditi, Cantine Valpane, con Filippo Lanzone di Slow Food Biella

Eleonora Armanino nella winery di Crealto

Eleonora Armanino nella winery di Crealto

Marco Canato con la moglie

Marco Canato con la moglie

Domenico Ravizza, dell'azienda vinicola Vicara

Domenico Ravizza, dell’azienda vinicola Vicara