Le Terre del Vino

NEBBIOLO PRIMA, 2016

Barolo, Barbaresco e Roero, super-Piemonte: «Siamo la Borgogna d’Italia».

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Le Terre del Vino - NEBBIOLO PRIMA, 2016

Barolo 2012, più Roero e Barbaresco 2013: trecento “anteprime” in degustazione da oltre 250 aziende, per la gioia di cento giornalisti internazionali, con contorno di buyer e sommelier, ristoratori ed enotecari.
E poi, da 150 produttori, una restrospettiva di dieci anni, partendo dai super-rossi del 2006. «Un'occasione unica, per valutare vini straordinari, in equilibrio tra eleganza e struttura», come spiega la blogger Erica Mantovan, di “E-wine and more”.
E' la magia di “Nebbiolo Prima”, che richiama ad Alba i critici di tutto il mondo per valutare i “figli” del vitigno principe di Langa. Il tutto, organizzato dal consorzio Albeisa, che promuove il formato della bottiglia lanciato 41 anni fa da Pietro Ratti: «Dovremmo usarlo tutti, per far vincere il nome Alba così come Bordeaux risuona nel nome della bottiglia bordolese», dice Giuseppe Negro (Angelo Negro, Monteu Roero).
Conferma il presidente dell'Albeisa, Alberto Cordero di Montezemolo, di La Morra: «Questa rassegna è nata nel 1996 col nome “Alba Wines Exhibition”. E' fondamentale: presenta tutte le nuove annate degustate alla cieca, indicando denominazione, comune e cru».

Per Sergio Germano (Ettore Germano, Serralunga), ormai “Nebbiolo Prima” è una pietra miliare: «Grazie all'unicità dei caratteri di un vitigno come il Nebbiolo, la kermesse di Alba certifica che il Piemonte è la Borgogna d'Italia».
Un posto dove si lavora «con serietà e passione, ricercando bontà, salubrità e diversità», per dirla con Giuseppino Anfossi (Ghiomo, Guarene).
«Sì, siamo sulla strada giusta», concorda Mario Fontana (Cascina Fontana, Monforte): «Insieme si vince, portiamo nel mondo il messaggio del nostro vino “buono, pulito e giusto”».
Peccato solo per l'assenza di alcune “grandi firme” del Barolo, osserva Maria Teresa Mascarello (Bartolo Mascarello, Barolo): «Questo è un evento davvero importante, mi piacerebbe anche vedere più operatori italiani».
Una gran folla, comunque, ha perso d'assalto gli stand di Alba, straboccanti di autentiche delizie: dai Baroli di Beppe Grasso (Cascina del Monastero, La Morra) al Roero Riserva 2006 di Toni Deltetto (Deltetto, Canale d'Alba), che festeggia le sue colline: «“Nebbiolo Prima” equipara il Roero, Docg dal 2005, al Barolo e al Barbaresco, le cui denominazioni risalgono a 25 anni prima».

Tra le chicche in assaggio, il Barolo Riserva “Bricco Boschis Vigna San Giuseppe” 2006 di Alfio Cavallotto (Cavallotto, Castiglione Falletto), il Barbaresco “Serraboella Riserva 2006” di Massimo Rivetti (Neive), il Barolo “Sette anni” di Daniele Conterno (Franco Conterno, Monforte) e il Roero Riserva 2011 di Massucco (Castagnito): «Un giornalista del calibro di Daniele Cernilli l'ha classificato tra i migliori», racconta Paolo Trave.
Qualità altissima, nell'offerta di “Nebbiolo Prima”, confermata anche da Pietro Stara di “Intravino”, l'imbarazzo della scelta: dal Barolo “Bussia” di Armando Parusso (Monforte) a quello di Poderi Colla, con anche lo stupefacente Dolcetto “Bricco del Drago” 2006, con una piccola percentuale di Nebbiolo.
Gira tra gli stand anche “L'Astemia Pentita”, dei Cannubi (Barolo): l'importante è non “pentirsi” mai di bere!

Nebbiolo Prima 2016

Nebbiolo Prima 2016

Massimo Rivetti a Nebbiolo Prima

Massimo Rivetti a Nebbiolo Prima

Tra gli stand di Nebbiolo Prima ad Alba

Tra gli stand di Nebbiolo Prima ad Alba