Le Terre del Vino

NIZZA DOCG, LA REGINA DELLE BARBERE

Slow Food, gran folla a Nizza per il super-rosso del Monferrato astigiano.

La Voce del Vino Podcast
Le Terre del Vino - GIRO DEL NIZZA

Aroma di marasca e grande rotondità, equilibrio perfetto, longevità, acidità bilanciata, come la nota alcolica: un vino semplicemente sublime.
E' il Nizza Docg, fino a ieri sottozona della Barbera d'Asti, oggi invece promosso con denominazione propria, alla stregua di Barolo e Barbaresco: «Celebreremo l'evento con una giornata speciale il 1° luglio, presentando il primo Nizza Docg 2014, reduce da 18 mesi di cantina», annuncia Gianluca Morino (Cascina Garitina), già presidente del consorzio del Nizza: «Fondamentale puntare sul nome, cioè sul territorio: una scommessa che ci sta dando ragione».
Il pubblico apprezza: bagno di folla, letteralmente, il 17 aprile, al “Giro del Nizza” organizzato da Slow Food sotto la guida di Luigi Carbonero, con 23 cantine prese d'assalto da visitatori provenienti anche dalla Lombardia.
«Presentare il territorio è la nostra missione», spiegano produttori come Paolo Avezza e Franco Mondo: «Solo portando le persone in vigna e poi in cantina si può far capire la ricerca della qualità che poi si ritrova in bottiglia».
Michele Chiarlo, di Calamandrana, punta tutto sull'enoturismo, abbinando il vino all'arte. Tutti d'accordo: il Monferrato tra Nizza e Canelli è un patrimonio eccezionale, strategico per fidelizzare il pubblico: «Uno si innamora prima di tutto dei luoghi, quindi dei vini».
E che vini: Cascina Lana presenta in anteprima il suo Chardonnay barricato, Daniele Chiappone il suo Nizza 2006, Susanna Galandrino (La Gironda) il suo Nizza “Le Nicchie”, accanto agli strepitosi amaretti di Massimiliano Pesce, da accompagnare con un bicchiere di Brachetto d'Acqui.
Pubblico in crescita costante e gran folla anche tra le cantine più periferiche, la Cantina Tre Secoli di Mombaruzzo e Carussin, mentre finisce sotto assedio L'Armangia di Ignazio Giovine, che fa il pieno di consensi: non solo coi suoi due super-Nizza, il “Vignali” e il “Titon” (Vino Slow) ma anche con lo Chardonnay e le bollicine metodo classico.
Una grande giornata per il Nizza, che sta conquistando anche il mercato estero: «Giusto presentarlo col nome del territorio, Nizza», ribadisce Morino, «perché i vitigni appartengono all'umanità e infatti “migrano”, nei secoli, mentre il territorio è di chi lo vive, lo lavora e lo difende ogni giorno».

Giro del Nizza, cantina Michele Chiarlo

Giro del Nizza, cantina Michele Chiarlo

Giro del Nizza, cantina Paolo Avezza

Giro del Nizza, cantina Paolo Avezza

Giro del Nizza, visitatori con Paolo Avezza

Giro del Nizza, visitatori con Paolo Avezza