Il vino degli altri

CIECK E LA COLOMBERA

Erbaluce e Timorasso in trionfo, insieme ai rossi (e ai rosati) di due donne del vino.

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Il vino degli altri - CIECK E LA COLOMBERA

Memoria e innovazione, nel nome del territorio.
Due giovani donne del vino a confronto, ai tavoli del Barbagusto di Torino, dove si assaggiano l'Erbaluce di Lia Falconieri (Cieck, San Giorgio Canavese) e il Timorasso di Elisa Semino (La Colombera, Tortona).
Va in scena lo spettacolo dell'evoluzione di una tradizione tenuta viva dai genitori, Remo Falconieri, pioniere delle bollicine canavesane, e Pier Carlo Semino, che sui Colli Tortonesi tra i vigneti di Vho ha reintrodotto il Timorasso, accanto a varietà come la Croatina e il Nibiô, “cugino” tortonese del Dolcetto.
Due aziende che aderiscono entrambe alla Fivi, la federazione italiana dei vignaioli indipendenti, impegnata a preservare l'artigianalità e l'integrità del legame con i territori.
Esuberante l'esordio della degustazione, con il “San Giorgio” del Cieck, spumante metodo classico da Erbaluce di Caluso, 36 mesi sui lieviti: «E' la nostra storia», spiega Lia Falconieri: «Questa bollicina risale al 1985 e discende dal primo spumante “ancestrale” degli antenati».
Dalla Colombera invece ecco il “Derthona” 2015, spettacolare Timorasso (solo acciaio), interpretazione di un vitigno che rappresenta la rinascita dei Colli Tortonesi, e che la Colombera ha reintrodotto nel 1997.
Al Timorasso “risponde” Cieck con il “Misobolo” 2016, Erbaluce di Caluso prodotto come cru aziendale da 40 anni, appena dopo la nascita della Doc.
Altre sorprese con i rosati: è fatto con Barbera il “Rosato” della Colombera, vendemmia 2016, mentre è il rarissimo Neretto di San Giorgio a dar vita al “Rosè Brut”, spumante metodo tradizionale targato Cieck.
Sorprendenti anche i rossi: dal “Suciaja” 2013 della Colombera, un Nibiô affinato 10 mesi in barriques che nasce da una vigna piantata nel 1961 dal nonno di Elisa Semino, al “Canavese Nebbiolo” 2014 del Cieck, ottenuto dallo stesso clone di Nebbiolo che appartiene alla tradizione alpina della Valle d'Aosta.
Altri super-rossi autoctoni dalla Colombera: come “La Romba” 2015, una Croatina evoluta e presentata come “serious wine”, e la Barbera dei Colli Tortonesi “Elisa”, vendemmia 2014, simbolo della fedeltà ad un vigneto che la Colombera coltiva dal 1998.
E gran finale in dolcezza con l'accattivante “Alladium” 2008, Caluso Passito di Cieck, in cui si riverbera la memoria più antica del Canavese, quando le uve surmature di Erbaluce venivano lasciate appassire nei solai per catturare l'ultimo tepore dell'autunno.

Elisa Semino tra Bruno Boveri e Lia Falconieri

Elisa Semino tra Bruno Boveri e Lia Falconieri

Con Elisa Semino e Lia Falconieri

Con Elisa Semino e Lia Falconieri

Cieck e Colombera, Nebbiolo e Suciaja

Cieck e Colombera, Nebbiolo e Suciaja

Due rossi della Colombera in degustazione

Due rossi della Colombera in degustazione

Il Brut Rosè di Cieck

Il Brut Rosè di Cieck

Elisa Semino con due avventori del Barbagusto

Elisa Semino con due avventori del Barbagusto

Lia Falconieri al Barbagusto

Lia Falconieri al Barbagusto