Wine Family

CARUSSIN

Birra e vino, asinelli e cibo: «Perché i sogni vanno innestati su altri sogni».

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Wine Family - CARUSSIN

Il pane, che serve per vivere. Ma anche “le coccole”, l'amore.
Per questo si chiama “Asinòi, Pane e Coccole” la fattoria didattica di Carussin, nella quale 10 asinelli “insegnano” ai bambini delle scuole a comunicare senza parole e a rispettare la dignità di qualunque essere vivente.
Tutto nacque vent'anni fa, quando Luigi Garberoglio, per San Valentino, regalò alla moglie, Bruna Ferro, la prima asinella. «Fu amore a prima vista: l'asino entra in sintonia con te, non si risparmia, ma si rifiuta di fare quello che non capisce, e non c'è verso di “corromperlo” con del cibo».
Luigi viene da una famiglia di falegnami, ma oggi vive tra vigne e cantina: «Conosce una per una tutte le nostre viti», dice Bruna, che ha ereditato dal padre, Carlo, la passione per la viticoltura: «Negli anni '60, papà resistette alle lusinghe di Torino, dello stipendio sicuro alla Fiat, e preferì restare su queste colline, scegliendo tra l'altro di puntare sull'eccellenza: vigneti meglio esposti, per avere magari meno uva, ma più qualità».
Ma non c'è solo vino, nell'allegra “tribù” di Carussin: il figlio Luca produce birra artigianale, il fratello Matteo ha aperto in azienda l'agribar “Grappolo contro Luppolo” che permette agli avventori di entrare in contatto diretto coi produttori dei cibi.
La madre, Bruna, spiega che ai ragazzi bisogna lasciare briglia sciolta. E il cita il grande Angelo Gaja: «I sogni vanno innestati su altri sogni».

Bruna Ferro con il marito, Luigi Garberoglio

Bruna Ferro con il marito, Luigi Garberoglio