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ICARDI

Claudio e Mariagrazia: dai tempi duri alla rinascita “green”, fino a Sara e Luca.

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“Quanto sa di sale lo pane altrui”: Claudio Icardi cita l'Alighieri per rievocare l'epopea degli antenati, contadini senza terra, con solo tremila metri di campo davanti a casa, a Castiglione Tinella.
Storie di mezzadria fotografate dalla “Malora” di Fenoglio, poi riscattate, a partire dagli anni '60, da Pierino Icardi, il padre di Claudio, deciso a investire i sudati risparmi per conquistare buoni vigneti per la famiglia, permettendo al figlio di diplomarsi enologo.
«Enormi sacrifici, grazie anche a mia madre, poi premiati soprattutto dall'impegno di mia sorella Mariagrazia, che mi ha sostenuto nella grande scommessa della conversione al biologico».
La svolta “green” nel 1998, sul piccolo appezzamento di San Lazzaro: «Mio padre – continua Claudio – mi tolse il saluto. Lo capisco: per lui, la chimica aveva significato meno lavoro in vigna e finalmente più tempo per vendere il vino, in damigiane».
Una rivoluzione non facile da imporre: «Io stesso le piante le avevo studiate per imparare a diserbare, ora invece le utilizzo come coadiuvanti naturali, in vigna».
La figlia Sara, laureata in viticoltura ed enologia, accetta volentieri di prendere il testimone, insieme al cugino Luca: «I tempi sono cambiati, oggi la stessa università è molto attenta al biologico».
Ma ormai in famiglia si va oltre: archiviata la chimica, con Claudio si parla anche di luna e costellazioni, in ossequio alla “scienza spirituale” dell'antroposofo Steiner.

Le nuove leve della famiglia Icardi

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