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REVERDITO

Super-Baroli da La Morra, Monforte e Serralunga. E poi Pelaverga e Nascetta.

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Massima valorizzazione dei vitigni autoctoni, dal Pelaverga ad un bianco come la Nascetta, proposti con vinificazioni e affinamenti che ne esaltano carattere, profumi e tipicità, senza trascurare il Dolcetto d'Alba, nell'etichetta “Formica”.
E' il biglietto da visita dell'azienda di Michele e Sabina Reverdito, che propongono la Barbera d'Alba in tre diverse interpretazioni: accanto alla versione classica, affinata 7-8 mesi in acciaio, compaiono due selezioni affinate in botte, “Delia” e “Butti”.
Il ritorno al legno grande al posto delle barriques sta rivoluzionando l'intera produzione dei fratelli Reverdito, a cominciare dal Langhe Nebbiolo “Simane”, vinificato in tini da 60 ettolitri.
La filosofia aziendale si concentra sulla ricerca dell'espressione dei singoli terroir. Lo conferma la grande differenziazione delle etichette del vino più importante, il Barolo: ogni bottiglia è il prodotto di singoli vigneti.
Vale anche per il classico “Barolo Docg” oggi prodotto a Monforte, ma domani destinato a diventare un cru, Bricco San Pietro. I vigneti della Morra danno origine al Barolo Docg “Castagni”, mentre da quelli di Verduno nasce un altro Barolo, il “Riva Rocca”, anch'esso caratterizzato da grande eleganza.
Il marchio Reverdito raggiunge la massima eccellenza nel Barolo “Bricco Cogni”, prodotto tra i filari della frazione Rivalta alla Morra, e nel Barolo “Badarina” che proviene da Serralunga. Due super-Baroli, che gareggiano in equilibrio e potenza, finezza e complessità.
Ma non è tutto: ancora dalla Morra è in arrivo la sesta selezione aziendale di Barolo, dal prestigioso cru “La Serra”: nelle botti sta evolvendo il “nettare” della vendemmia 2015.

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