Wine Land

CARUSSIN

Il Monferrato dei contadini, dove a vincere non è il business ma la terra.

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Wine Land - CARUSSIN

«Ci sono vigne fantastiche, ma anche suoli ridotti come un pavimento. E, come in altre zone molto vocate – Toscana, Francia – è cresciuta moltissimo l'attenzione verso il consumatore, ma non altrettanto quella nei confronti del contadino».
Bruna Ferro sogna una rinascita ancora più energica delle sue colline, quelle del Monferrato, dove Barbera e Moscato sono in piena rivalutazione e rivelano ulteriori potenzialità anche a livello internazionale.
«Ma un territorio – dice – non va “usato”, solo perché è famoso: va “vissuto”, premiando i terreni fertili e spingendo visitatori e turisti a comprendere a fondo l'impegno del contadino: non solo il viticoltore ma anche l'orticoltore, il frutticoltore, il produttore di mele che magari, qui a San Marzano Oliveto, è stato colpito dalla grandine».
Più attenzione verso la stagionalità e la genuinità dei prodotti: per fare sistema e far crescere l'intero comparto territoriale, grazie alla ricchezza della sua biodiversità. «Con più boschi, come quelli che c'erano 30-40 anni fa, queste colline sarebbero ancora più belle, più selvagge».
Carussin ha acquistato ettari di bosco, accanto ai vigneti: a quelli di famiglia, inizialmente dislocati in esposizioni adatte alla produzione di ingenti quantitativi di uve, l'azienda ha via via acquisito vigne in posizioni eccellenti, vocate alla massima qualità.
Senza mai trascurare il rispetto per la storia dei luoghi: «Abbiamo lasciato il vitigno ligure “Carica l'Asino” nei terreni acquisiti in regione Valle Asinari, e vicino a Canelli – ascoltando il consiglio di anziani del luogo – non abbiamo espiantato i filari di Moscato».
Perché a vincere, per Carussin, dev'essere la terra.

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