Wine Land

GILLARDI

Dal poggio del Corsaletto, sopra Farigliano, ai cru di Barolo e della Morra.

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Wine Land - GILLARDI

Una favolosa conca di vigneti esposti a sud, oltre i 400 metri di altitudine, lungo lo sperone panoramico del Corsaletto, sopra Farigliano, tra Dogliani e Carrù, sul ciglio “langhetto” del Tanaro.
E' il patrimonio viticolo di Giacolino Gillardi, con vigne anche di 80 anni per un'estensione di 8 ettari, cui si aggiunge un altro ettaro in due distinte porzioni, Vignane a Barolo e Boiolo alla Morra (sopra le Brunate), per la produzione del Barolo.
L'azienda è fra quante hanno saputo beneficiare della “nobilitazione” del Dolcetto grazie alla denominazione Dogliani Docg.
Ma Gillardi, contrario all'uso del legno per l'affinamento del Dolcetto, nel 1994 ha introdotto la barrique per far evolvere un vitigno diverso, il Syrah, che fa parte dell'eredità familiare degli antenati, a lungo impegnati tra i filari della Provenza, da cui è approdata in Langa anche la passione per Merlot e Cabernet Sauvignon.
Dolcetto e Barolo restano i principali interpreti di un territorio che Giacolino Gillardi promuove a pieni voti: «Grazie anche al riconoscimento Unesco le Langhe vivono una grande fortuna, peraltro meritata: tutti lavorano bene, nel vino e nell'indotto, investendo in qualità».
Un'area solidissima, sorretta (non da oggi) da uomini come Michele Ferrero, che hanno puntato sulle nocciole per poi arrivare a impiegare migliaia di operai, ad Alba.
«Qui la disoccupazione non esiste, per chi ha voglia di impegnarsi», chiosa Giacolino. «Se poi abbiamo i macedoni che vengono a lavorare in vigna è solo perché alcuni nostri giovani sono dei “pelandroni con lo smartphone”».

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