Wine Land

OTTIN

La rinascita della viticoltura valdostana, tra i vigneti “verticali” delle Alpi.

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L'età dell'oro della viticoltura valdostana risale al 1700, quando Aosta faceva parte della Savoia francese e in valle c'erano ben 4.000 ettari vitati, con autentiche eccellenze esportate in Francia e in Svizzera.
Poi vennero l'annessione all'Italia, la fillossera, la perdita del mercato estero e la concorrenza di quello italiano, con l'arrivo della ferrovia. «La nostra viticoltura era quasi estinta, ridotta forse a 100 ettari», ricorda Elio Ottin.
Ma poi, all'inizio degli anni '70, è ricominciata la “resurrezione”, merito dei canonici (svizzeri) del Gran San Bernardo, che all'Institut Agricole Régional di Aosta introdussero le più avanzate tecniche, in vigna e in cantina, sperimentate nel Vallese.
Oggi l'area produce 2 milioni di bottiglie l'anno, da 400 ettari vitati.
Certo, il territorio resta “difficile”, i versanti impervi, le proprietà frammentate.
L'azienda di Elio Ottin non fa eccezione: oltre ai vigneti attorno all'azienda, insediata nella borgata Neyves della frazione Porossan, i 7-8 ettari della famiglia sono sparsi tra Saint-Christophe, Quart e Saint-Denis. «Significa impiegare più tempo, faticare fra terrazze e muretti a secco senza poter usare i trattori. Ma vale per tutta la Vallée, da Donnas a Morgex».

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