Wine Market

BREZZA

Usa, Germania e resto del mondo. Ma resta impagabile la degustazione in cantina.

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Wine Market - BREZZA

Un grande export, almeno il 70% delle centomila bottiglie prodotte ogni anno, ma anche una quota importante – il 20-25% - riservata alla vendita diretta, in una cantina che dagli anni '70 è un punto di riferimento per i turisti: «Cominciarono i tedeschi, poi gli svizzeri e, a seguire, gli altri, americani ed europei. E' bello, perché i vini li degustiamo insieme, e il massimo è quando i turisti tornano l'anno dopo perché hanno finito il nostro vino e non possono restarne senza».
Enzo Brezza fotografa il mercato dell'azienda: ormai il ruolo maggiore nell'export è ricoperto dagli Usa, seguiti dal Canada (Quebec, Ontario, British Columbia) e dal resto del mondo: Australia e Nuova Zelanda, Sudafrica, Giappone, Sud Corea, Cina, Hong Kong, Singapore.
Se Germania e Svizzera sono roccaforti ormai “storiche” («i tedeschi attirati dal turismo enogastronomico in Langa sono stati i primi ambasciatori, all'estero, dei nostri vini»), ormai la platea continentale include praticamente tutti i paesi, a cominciare da Inghilterra, Danimarca, Svezia, Olanda e Belgio.
In crescita continua anche le richieste di bottiglie con tappo di vetro: «Cominciammo nel 2006 con le prime 5.000 bottiglie, oggi sono diventate 30.000. Piacciono soprattutto negli Usa: il vetro è elegante, non fa rimpiangere il sughero e non c'è pericolo che sappia di tappo».

Oreste Brezza con uno dei suoi Baroli

Oreste Brezza con uno dei suoi Baroli