Wine Market

GILLARDI

Presenti in tutto il mondo, ma in cima al mercato resta sempre l’Italia.

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Wine Market - GILLARDI

«Siamo all'assurdo, vai a Siena e magari non trovi il Brunello: per me è scorretto non servire adeguatamente il mercato italiano».
Giacolino Gillardi è in controtendenza rispetto a molti colleghi: le sue quasi 50.000 bottiglie (scese a 35.000 solo negli ultimissimi anni, a causa delle condizioni non ottimali delle annate) sono vendute per quasi tre quarti in Italia.
«All'estero – racconta – vendiamo il 25-30% della produzione, tradizionalmente negli Usa e in particolare in Giappone, poi adesso con l'introduzione del Barolo nella gamma siamo presenti anche in paesi come la Finlandia e il Canada, accanto ad altri mercati aziendali come Germania e Svizzera, Francia, Olanda, Messico».
Certo, ammette Giacolino, il mercato del Dolcetto è sempre stato meno “internazionale” di quello del Barolo, ma l'azienda aveva ottenuto i primi sbocchi all'estero grazie a un vitigno come il Syrah.
Eppure, anche oggi che dispone del Barolo, insiste sull'Italia: «Intanto per un fatto di correttezza: devi offrire il tuo vino al pubblico di casa. E poi per un aspetto pratico: vendere il vino all'estero è più comodo, ma se salta una grossa fornitura sono guai. Da noi invece si lavora con tante minuscole partite. Aumentano i costi e la fatica, ma in fondo ci sono meno rischi».

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