Wine Market

ICARDI

Luca: dopo gli Usa e l’Europa il futuro è la Cina (l’Italia invece fatica ancora).

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Trecentomila bottiglie all'anno, vendute all'80% all'estero: in pole position ci sono sempre gli Stati Uniti insieme all'Europa, ma sta crescendo a vista d'occhio il mercato della grande potenza mondiale emergente, la Cina.
«Sì, sembrano lontanissimi i tempi in cui il nonno vendeva tutto il nostro vino, in damigiane, a Torino», racconta Luca Morando, figlio di Mariagrazia Icardi, che in cantina segue gli aspetti commerciali.
«Poi, quando si cominciò a imbottigliare, la clientela si estese al resto dell'Italia e anche alla Svizzera».
Ma la piazza nazionale, oggi, non va oltre il 20%: «Tutto bene nel circuito locale della ristorazione e delle enoteche, così come per la distribuzione gestita da operatori affidabili. Ma la crescita, nella penisola, è frenata dalle incognite sui pagamenti».
Non conosce crisi, invece, l'export: accanto ai tradizionali capisaldi europei (Germania e Danimarca, Svezia e paesi del Benelux, cui si è aggiunta anche la Russia), la piccola flessione accusata dopo l'11 Settembre negli Usa, che restano comunque trainanti, è stata compensata dalla crescita in Asia: «A far la parte del leone è la Cina, ormai sempre più protagonista: non solo Pechino, ma soprattutto il sud, Shangai e Hong Kong, costituisce una quota importantissima delle nostre esportazioni».

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