Wine Philosophy

BAJAJ

Sabbia di mare, per l’evoluzione in anfora. E futuro biodinamico, stile Gravner.

La Voce del Vino Podcast
Wine Philosophy - BAJAJ

«Se fai un lavoro che ti piace non lavorerai mai un giorno in tutta la tua vita».
Adriano Moretti, appassionato di filosofia zen, cita Confucio per spiegare che quello a cui si dedica con il massimo impegno è innanzitutto un piacere: lo dimostrano gli esperimenti più spericolati, come lo spumante “metodo ancestrale”, da uve pigiate con i piedi. Un vino progettato con l'amico enologo Manuele Priolo: bollicine sorprendenti, destinate a riposare per 90 mesi.
Adriano non crede nel marketing del biologico ma per il futuro guarda direttamente al biodinamico, a guru come Josko Gravner, il “mago” delle anfore.
Altro punto di riferimento è il ligure Bisson, che nella baia di Portofino produce “Abissi”, lo spumante sommerso, affinato in fondo al mare.
Adriano Moretti “il mare” ce l'ha sotto casa: una grotta scavata nella sabbia mediterranea, tre secoli fa. «E' perfetta per affinare in anfora il Nebbiolo, e dalla vendemmia 2017 anche l'Arneis».
Imperativo categorico: stare alla larga dal legno, che rischia di compromettere la freschezza e la fragranza degli aromi. Utilizza barriques di terzo e quarto passaggio solo per il Roero Docg, mentre gli altri vini – rossi, bianchi e rosè – maturano in acciaio, dove svolgono la malolattica, dopo una prima fase (follature, rimontaggi) in cisterne di cemento, dove i grappoli vengono spremuti entro un'ora dalla vendemmia.

Affinamento in anfora

Affinamento in anfora