Wine Philosophy

CARUSSIN

Il vino naturale degli antenati e la lezione biodinamica del professor Anello.

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Wine Philosophy - CARUSSIN

«Naturale sì, ma perfetto. Senza difetti: se un vino non ci entusiasma, non esce dalla cantina».
Carussin, ovvero: teoria e pratica della viticoltura biologica e biodinamica, ma secondo un'antica ricetta, quella dei nonni. «Gli anziani dicevano: se provi a potare con la luna sbagliata, poi quell'anno non mangi».
Così l'azienda di Bruna Ferro ha affinato le sue tecniche “green”, maturando progressivamente una grande consapevolezza, all'insegna del rispetto del suolo.
La svolta con un luminare della biodinamica, il professor Leonello Anello: «Ci ha insegnato a codificare i vigneti, a capire come migliorare la fertilità dei terreni, senza però forzare mai nulla».
Il segreto? «Se hai un problema, più che affannarti a tamponarlo, devi scoprirne l'origine e agire a monte».
Prevenzione. L'azienda oggi effettua interventi minimi, sempre con mano leggera: potature “personalizzate” per ogni vite e sovesci, a filari alterni, con la semina di piselli, fave e senape, «il seme che ara la terra».
Decisiva la scelta del momento per la vendemmia: «Dev'essere ottimale il quadro armonico della maturazione. A quel punto, il gioco è fatto».
Fermentazioni spontanee, come le malolattiche, e niente aggiunta di lieviti. Al massimo, la catena del freddo per il Moscato.
«Poi si aspetta, tutto qui: il tempo è un fattore determinante. Non importa dove maturano, i nostri vini: legno, acciaio, cemento, vetroresina. Restano “vivi”, evolvono costantemente».

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