Wine Tales

BREZZA

«Quella volta a piedi nudi nel grande tino di Gigi Pira. Avevo 7 anni, fu amore».

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Wine Tales - BREZZA

«E' vero, sono cresciuto sopra la cantina di famiglia e quindi il profumo del mosto l'ho respirato praticamente dalla nascita», ammette Enzo Brezza, che però ricorda la sua vera “iniziazione” all'arte del vino: «Avevo sette anni, e un giorno mia madre – prima che andassi a scuola, alle 6 del mattino – mi permise di partecipare alla pigiatura».
La cantina era quella di Gigi Pira, storico produttore di Barolo: «Stavo a piedi nudi in quel tino immenso, nel quale pensavo di sprofondare e non riuscire più a uscire, tra le uve in fermazione e gli effluvi. Un'esperienza tattile indelebile, cui probabilmente devo l'innamoramento definitivo per questo mondo».
Dalla tradizione più antica – la pigiatura a piedi nudi – si arriva all'ultima evoluzione del Nebbiolo, trasformato in spumante rosè.
Ma anche qui, spiega Enzo, le radici affondano nel passato: «Facciamo ancora un rosato, 100% Nebbiolo, che mio padre produceva già negli anni '70, nelle annate difficili».
A pochi chilometri da Barolo, ricorda Brezza, il rosato da Nebbiolo era usato da Marone Cinzano per il suo spumante metodo classico: accanto al Pinot Nero e allo Chardonnay, l'azienda aggiungeva un 10% di Nebbiolo «per aggiungere complessità e struttura, senza togliere eleganza».

Enzo Brezza a caccia di tartufi tra i vigneti

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