Wine Tales

ICARDI

Ogni vino una storia, e quell’antica promessa di non diserbare più la vigna di Delio.

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Wine Tales - ICARDI

Il “Dadelio”, bianco e rosso, è il vino-simbolo della conversione di Claudio Icardi al biologico e al biodinamico.
Ha alle spalle una storia: «Delio era un innestatore, sua moglie era la mia maestra alle elementari e loro figlio, oggi farmacista, era il mio migliore amico. Volevano vendere i vigneti, io non avevo i soldi per comprarli. Delio mi disse: aspetterò, ma tu intanto promettimi che non userai più il diserbante. E così fu».
Oggi, il “Dadelio” è affinato anche in anfora, su iniziativa della figlia di Claudio, Sara, «stanca dei soliti vini perfetti, in cerca di vini con carattere e personalità».
Una costante, per tutte le etichette di Claudio: il Barolo “Parej”, così chiamato per la composizione dell'assemblaggio: «Lo volevo così, con i tannini di Serralunga, l'equilibrio di Barolo e il frutto della Morra».
Senza trascurare i vini quotidiani: il Dolcetto di pronta beva e il Grignolino, «che non potrei mai estirpare visto che piace tanto a mio padre».
O il Brachetto, altro vitigno nella storia familiare: «Mi innamorai della mia futura moglie, la madre di Sara, grazie al fantastico Brachetto secco che faceva suo padre».
Lei, di origine monferrina: «Mi fece scoprire l'enorme potenzialità delle Barbere d'Asti. Così nacque l'etichetta “Nuj Suj”, noi soli: tutti espiantavano, all'epoca, in Monferrato. Noi eravamo gli unici a impiantare vigneti».

Il Dadelio Bianco

Il Dadelio Bianco