Wine Tales

OTTIN

«La mia Petite Arvine, impiantata qui negli anni ’70 dal canonico Vaudan».

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La Petite Arvine, unico bianco di casa Ottin, fu impiantata in Valle d'Aosta dai canonici del Gran San Bernardo e in particolare da Joseph Vaudan, che dirigeva il settore vinicolo dell'istituto agricolo aostano.
«Tra i bianchi autoctoni avevamo soltanto il Prié Blanc di Morgex-La Salle», racconta Elio Ottin, spiegando che la Vallée è sempre stata soprattutto terra di rossi, a cominciare dal Petit Rouge, oggi coltivato a partire da Saint-Vincent e Chambave (“Chambave Rouge”) fino ad Arvier (“Enfer d'Arvier”), passando per il “Torrette” della media valle.
«Rustico e generoso, il Petit Rouge garantiva più di altri vitigni di avere la botte piena per passare l'inverno».
Elio Ottin si considera fortunato: «Sì, ho avuto la mia dose di fortuna: fondamentale, perché l'impegno da solo non basta. Così abbiamo avuto importanti riconoscimenti, il nostro vino è piaciuto a guide e consumatori».
Indimenticabili, i primi tempi: «All'inizio, tutto stava nel versare il primo bicchiere, poi era fatta: se l'ospite era un privato tornava a trovarci, se era un albergatore o un ristoratore scattava l'ordinazione».

Nicolas Ottin

Nicolas Ottin