Wine Tales

PODERI COLLA

Bollicine francesi e museo contadino, nelle terre dell’imperatore Pertinace.

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Wine Tales - PODERI COLLA

Non c'era ancora, il metodo champenoise, ai tempi di Publio Elvio Pertinace, lo sfortunato moralizzatore (durò appena un mese, unico imperatore romano di origine piemontese) da cui discende il nome del Seno d'Elvio, il ruscello che attraversa San Rocco, ad appena 7 chilometri dal centro di Alba.
Ma l'impero dei Cesari ha lasciato evidenti tracce tra i filari dei Poderi Colla: dal vigneto Campo Romano sono emersi preziosi reperti, frammenti di anfore e tegole, persino un mattone “firmato” dal suo artefice.
Per lo spumante invece s'è dovuto attendere un paio di millenni, quando Pietro Colla – il nonno di Federica Colla, classe 1894 – fu promosso “sciampagnista” già all'età di 14 anni, avendo appreso da Giuseppe Gallese (reduce dalla Veuve Cliquot) l'arte del metodo classico, che lo portò a diventare “chef de cave” in grandi aziende piemontesi.
In omaggio al nonno, si chiama “Pietro Colla” l'extra brut che l'azienda produce dagli anni '90, una cuvée di Pinot Nero e Nebbiolo ispirata alla ricetta del “Duca d'Alba”, grande spumante un tempo prodotto dall'albese Calissano.
Storia e memoria, dall'Impero Romano allo Champagne fino alle umili radici contadine delle tre famiglie di mezzadri che coltivavano i 28 ettari delle Cascine Drago, non solo vigna ma anche frutteto, seminativi e noccioleto: gioghi e aratri (insieme alle prime macchine francesi per imbottigliare le bollicine) sono le reliquie del Museo del Drago, voluto dall'antico proprietario del podere, il dottor Luciano Degiacomi, convinto che solo dal religioso rispetto delle tradizioni possa nascere un futuro all'altezza di un passato così importante.

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