News

SORDO, 8 CRU DI BAROLO 2013

Grandi campioni, che esaltano le singole espressioni della miglior Langa.

La Voce del Vino Podcast
News - SORDO, 8 CRU DI BAROLO 2013

Ben 8 cru di Barolo, da Castiglione Falletto e Serralunga, Monforte, Novello e Verduno: «Forse siamo gli unici a presentare così tanti Baroli da singolo vigneto».
Eleganza e potenza, finezza e frutto: spettacolare l'anteprima dei Baroli 2013 di Giorgio Sordo, nella modernissima e suggestiva cantina scavata nel tufo, tra Castiglione e Barolo, a 12 metri di profondità.
Un'azienda familiare, nata nei primi del '900 dal nonno Giuseppe e poi sviluppata con lungimiranza dal padre, Giovanni Sordo, con l'acquisizione di vigneti in otto Comuni diversi, nella zona del Barolo.
Fedeltà alla tradizione, con macerazioni anche di 70-80 giorni, e affinamenti in legno grande.
Dal 2001 il timone è passato a Giorgio Sordo, che ormai dispone di 53 ettari vitati.
Da quest'anno i cru di Barolo rivendicati in etichetta sono saliti a 8 grazie alle new entry Monprivato e Villero, di Castiglione Falletto come Parussi e Rocche di Castiglione.
Poi ci sono Gabutti (Serralunga) e Perno (Monforte), nonché Ravera (Novello) e Monvigliero (Verduno).
«Otto campioni, uno meglio dell'altro», secondo Piera Genta, della guida Vini Buoni d'Italia: «Bei colori, nel calice si sente il territorio, la vendemmia, l'annata».
Conferma Paolo Alciati, sommelier: «Ottima eleganza, da vini di appena tre anni: grande piacevolezza, note di liquirizia, tannini già dolci».
Bei voti anche da Erika Mantovan (Luciano Pignataro Wine Blog): «Pienezza di frutto, grande pulizia al naso e legno mai invasivo».
Sugli scudi i grandi cru di Serralunga e Castiglione, Gabutti e Parussi, ma anche le menzioni geografiche più recenti come Monprivato e la stessa Monvigliero di Verduno, tutta finezza e florealità, senza scordare il Perno, che si candida a evoluzioni lunghissime.
Un applauso anche da Mario Busso (Vini Buoni): «Giorgio Sordo non ha abdicato alla botte grande quando tutti volevano le barriques, il legno “smodato” del gusto internazionale, e i risultati si sentono: stile inconfondibile, vigneti che incidono nel bicchiere».
Voti alti anche da Antonio Paolini, della Guida ai Vini dell'Espresso, che predilige «la grazia del Monvigliero» e «la grande sintesi del Monprivato, da marne che in questo momento climatico mostrano superiorità di finezza». Un'azienda come quella di Sordo, dice, ben rappresenta il riscatto del vino nobile piemontese: «Dopo il breve momento “bordolese” abbiamo avuto la rinascenza del Piemonte post-metanolo, e ora viviamo finalmente una piena maturità “borgognotta”», per la quale, aggiunge Paolini, «servono regole borgognotte», ovvero: menzioni geografiche classificate secondo una scala di valore, stabilita da una giuria internazionale. Altro consiglio: «Perché non inserire in etichetta i vigneti di provenienza anche nel Barolo “classico”, frutto dell'assemblaggio di più vigneti?».

Sordo_06_840x600

Uno dei Baroli in degustazione

Uno dei Baroli in degustazione

I degustatori all'opera

I degustatori all’opera