Le Terre del Vino

DOGLIANI 2017

Sapori e colori della Langa più selvaggia, patria felice del Dolcetto d’alta quota.

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Le Terre del Vino - DOGLIANI 2017

«Il vino è accoglienza, è un grande mediatore tra gli uomini». Nicoletta Bocca fotografa così una giornata speciale, con centinaia di visitatori – moltissimi dalla Liguria – a zonzo “Sulle strade del Dogliani”, ultima tappa 2017 della rassegna itinerante “Cantine a Nord Ovest”, di Slow Food. «Manifestazioni come questa andrebbero ulteriormente incrementate», sintetizza la figlia del grande Giorgio Bocca, «perché mettono il pubblico a contatto coi produttori e i loro paesaggi, le cantine, i sapori».
E se c'è ancora qualcuno un po' timido, «non gli resta che ripetere l'esperienza più volte, sapendo che da noi sarà sempre accolto a braccia aperte», magari con anche la super-cucina di Marco Battaglino (spettacolare bagna caoda) per accompagnare i vini di San Fereolo. Dal classico “Valdibà” al Dogliani Superiore, che Nicoletta vinifica quasi come un Barolo, con macerazioni lunghe anche due mesi in tini di rovere di Slavonia, tra le sorprese in degustazione svetta il “Coste di Riavolo”, clamoroso blend di Riesling Renano e Gewurztraminer.

Accanto ai Dogliani “Sorì di But”, “Maioli” e “San Bernardo”, c'è il Riesling (“L'Alman”) anche nella cantina di un'altra “signora del Dogliani”, Anna Maria Abbona, felicissima della vendemmia 2017, non abbondante ma di qualità eccezionale, appena conclusa nel favoloso scenario di Moncucco, il poggio di Farigliano affacciato sull'anfiteatro di Belvedere Langhe.
Stesso entusiasmo sull'altra riva del Tanaro, a Vicoforte, dove Giuseppe Blengini festeggia una vendemmia record per Cascina Monsignore, azienda che esibisce due Dogliani fuori dal comune, “Podere del Monsignore” e “Vigna del Vescovo”, in cui freschezza e profumi sono garantiti da vigne coltivate a 600 metri di quota, con escursioni termiche estive anche di 18 gradi. Un'esposizione fortunata, che ha propiziato l'intero raccolto: accanto al Dolcetto, le uve bianche da viti giovani, piantate appena due anni fa (Incrocio Manzoni e Riesling), nonché lo Chardonnay e il Pinot Nero destinati a diventare spumante Alta Langa.

Non solo Dogliani, appunto: una conferma importante viene dal Bricco del Cucù di Bastia Mondovì, che Dario Sciolla gestisce insieme all'altra azienda di famiglia, Il Colombo. Profondità e pienezza caratterizzano un rosso come il “Diavolisanti”, proposto anche in verticale (fino all'esplosiva annata 2009), in cui il Dolcetto si sposa alla perfezione col Merlot, senza trascurare naturalmente il Dogliani Docg, fino al superbo Dogliani Superiore “San Bernardo”.
«Molti ormai puntano sul Nebbiolo, noi invece continuiamo a scommettere sul Dolcetto», dice Fausto Cellario, che ha la cantina a Carrù e i vigneti a Farigliano: «Siamo nati dolcettisti e moriremo dolcettisti», insiste, anche se poi la sua azienda – Poderi Cellario – si distingue per produzioni particolari come quella della Nascetta, ferma e spumantizzata. Ma Fausto ha ragione, il “dolcettismo” resta la bandiera aziendale: a partire dal sorprendente Langhe Dolcetto, di gran beva, la gamma – davvero ricca – si completa con bottiglie strepitose come il Dogliani Superiore “Dozzetti”.

«Questo è un distretto che non smette di crescere in qualità, grazie ai costanti progressi di un grande vino come il Dogliani», conferma Lorenzo Conterno, di Slow Food, tra i promotori della manifestazione insieme a Luigi Carbonero, presidente piemontese dell'associazione fondata da Carlo Petrini. A Dogliani, “Cantine a Nord Ovest” chiude in bellezza l'edizione 2017: importanti etichette, in degustazione (con le pesche) anche alla storica Bottega del Vino di Dogliani.
E tanti assaggi di prelibati prodotti locali: dalle carni bovine di Dario Porta (Bastia Mondovì, pascoli in Val Maira) alla zuppa di ceci di Nucetto, senza contare i formaggi ovicaprini, come quelli dell'azienda Taricco offerti nella cantina di Giacolino Gillardi o la Toma di Murazzano della giovanissima Valentina Allaria, ospite di Anna Maria Abbona.
Fotogrammi di una giornata dai tanti colori, cominciata a sorpresa con un sorso di ottima birra artigianale: quella di Antonello Musso del birrificio Fre di Carrù, che ha fatto della filiera corta una ragione di vita. Tutto a chilometri zero, sui colli del Dogliani, dove l'incanto del paesaggio incornicia il calore e la qualità di grandi cantine.

Sulle strade del Dogliani

Sulle strade del Dogliani

Nicoletta Bocca

Nicoletta Bocca

Nicoletta Bocca con Marco Battaglino

Nicoletta Bocca con Marco Battaglino

Bruno Boveri e Anna Maria Abbona

Bruno Boveri e Anna Maria Abbona

Dolcetto

Dolcetto

Cascina Monsignore

Cascina Monsignore

Giuseppe Blengini

Giuseppe Blengini

Bricco del Cucù, verticale

Bricco del Cucù, verticale

Bricco del Cucù

Bricco del Cucù

Dario Sciolla con Dario Porta

Dario Sciolla con Dario Porta

Le colline del Dogliani

Le colline del Dogliani

Cellario, Dogliani Superiore Dozzetti

Cellario, Dogliani Superiore Dozzetti

Fausto Cellario

Fausto Cellario

Nella cantina Cellario

Nella cantina Cellario

Poderi Cellario

Poderi Cellario

Mamma Gillardi coi suoi Dogliani

Mamma Gillardi coi suoi Dogliani

Super-formaggi all'azienda Gillardi

Super-formaggi all’azienda Gillardi

Valentina Allaria

Valentina Allaria

La Bottega del Dogliani

La Bottega del Dogliani

Bastia Mondovì, partenza

Bastia Mondovì, partenza

Antonello Musso

Antonello Musso